giovedì 26 giugno 2008

hurt

http://www.youtube.com/watch?v=SmVAWKfJ4Go

Le pretese della povertà

Troppo è ciò che pretendi, sventurato,
Esigendo d'avere in cielo stanza
Perchè il tuo umile albergo o la tua tinozza
Nutre qualche virtù, pigra e pedante,
Alla misera luce del sol, o presso fonti ombrose
Con radici ed erbe dolci; la tua mano destra, quando
Strappa quelle umane passioni dalla mente
Sopra i cui ceppi la virtù fiorisce con bocci belli,
Degrada la natura e ottunde i sensi,
E, pari a Gorgona, l'uomo attivo in pietra trasforma.
Non ci occorre la stolta compagnia
Della vostra costretta temperanza
Nè quella innaturale stupidezza
Che gioia e duolo ignora; nè ancora quella
Forzata fortezza falsamente esaltata
Sovra quella che è attiva di contro.
Questa bassa e abbietta razza, che agli scranni
Della mediocrità stretta vive,
S'addica alle vostre menti servili.
Ma noi spingiamo innanzi solo quelle virtù
Che ammettono gli eccessi, atti
Di coraggio e munifici, magnificenza
Regia, prudenza ch'ogni cosa vede,
Magnanimità sconfinata, e quell'eroica
Virtù di cui l'antichità non lasciò nome
Ma solo esempi - Ercole,
Achille, Teseo. Via, va' via, ritorna
Alla tua cella odiosa; e quando vedi
La nuova sfera colma di luce, studia
Per saper chi mai quei grandi uomini sia stati.

di Thomas Carew 1598-1639, poeta inglese, primo fra i poeti cavalieri.

mercoledì 4 giugno 2008

tatto

"..mancava in modo assoluto di tatto con lei.
Come tutti coloro che hanno trascorso molto tempo nella solitudine, si adattava meglio alle idee che alle persone".

di George Orwell_ Giorni in Birmania

butterfly..